Diario Di Bordo Education a 360°

Coinvolgere i figli nella vita di ogni giorno

Qualche idea su come coinvolgere i figli nella vita quotidiana della famiglia, ogni giorno. Piccole attività pratiche e lavori manuali, tratti dai suggerimenti di Maria Montessori, per farli crescere con partecipazione, condivisione e collaborazione: tre caratteristiche fondamentali alla base dell'autostima degli uomini e delle donne che diventeranno.

Seguendo quasi alla lettera gli spunti presi dalle letture – di praticamente tutti i libri – di Maria Montessori, da subito mi sono dedicata al grande lavoro educativo di mettere in pratica quello che leggevo, paro paro. Gli “esperimenti” fatti dalla Montessori nelle sue Case dei Bimbi e nella sua vita di grande osservatrice sono stati per me la conferma del detto “provare per credere”. Con l’esperienza fatta a tempo pieno in questi quasi tre anni, posso riassumere questo periodo della vita di mio figlio in una sola parola: funziona veramente.
Contrariamente a quello che ho sempre creduto prima di diventare madre e di iniziare a fagocitare tutta la letteratura esistente sulla pedagogia 0-3, i bambini in questa fascia di età non sono per nulla delle “alghe galleggianti capaci di fare solo un sacco di casino”, bensì sono i veri pilastri dell’umanità, presente e futura. Sono persone capaci di un acume e di un intuito pazzesco oltre che esseri umani con una comprensione intellettiva davvero sorprendente. Il famoso periodo infantile in cui i genitori puntano su nonni e tate per non mollare la loro vita precedente, pensando di non essere chiamati in causa se non quando i loro figli li chiameranno per nome, non è soltanto il momento più bello e sfidante nella vita di un adulto che diventa genitore, ma è anche il più importante nella vita di un bambino. Sono anni in cui i figli stratificano la loro infrastruttura sulla base di quello che vedono e in questi anni vedono e capiscono veramente tutto. Sono mentalmente più agili degli adulti perché centrano subito l’essenza vera delle cose e non hanno tutti quegli orpelli che per noi dipendono spesso dalle cose più inutili e svariate, tipo: da cosa pensa la gente, dall’umore che abbiamo, dalla voglia, dal clima, dal periodo o dalle mestruazioni. Mentre noi adulti facciamo delle cose con un fine, loro fanno le cose, punto. Il fine sono le cose che fanno, coincide con la loro attività. Scrive Maria Montessori che per un bambino il fine del lavoro, dato da una determinata attività, è il lavoro stesso. Per noi no: c’è il mutuo, le rate della macchina, le vacanze, la spesa, i figli da mantenere, le bollette da pagare… Un bambino che si concentra su qualcosa sembra mandare in frantumi con lo sguardo ciò che sta fissando. E’ talmente capace di concentrarsi e isolarsi dal resto del mondo per fare quello che fa che sembra quasi ipnotizzato!

Se non avessi fatto la scelta di rinunciare a tutto in questi anni pur di crescere e veder crescere mio figlio, posso dire oggi, col senno di poi, che mi sarei persa tutto il divertimento e mi sarebbe mancato un buon 50% di vera comprensione della vita, del mondo, di me stessa e dell’umanità. Avere la Grazia di diventare genitori è un regalo insuperabile. Poterlo essere, perfino più volte, è il dono più bello che si possa ricevere. Potersene occupare in prima persona, soprattutto nei primi anni, è al tempo stesso un lavoro, un premio, una fatica, una meravigliosa occasione di stupore perpetuo, una grande opportunità per sperimentare tante cose, un divertimento vero, un estenuante consumo di energie fisiche, mentali e perfino emotive.

Qual è il senso di questo post? Non so, ognuno tragga il proprio perché io fatico già tanto a dare un senso alle cose per me stessa. Il più delle volte, mi affido. Diciamo che, stavolta, invece di scrivere tanto, vi lascio qualche secondo di vita vera sparso in un video che riassume alcuni spunti su cosa far fare ai propri figli in casa, nella vita di tutti i giorni. Nota bene: non quando sono ormai adolescenti, ma appena riescono a stare in piedi. In questi fotogrammi c’è l’ultimo anno e mezzo di cose che Samuele ha imparato e oggi fa spesso anche da solo, gridando in ogni occasione: “Faccio io, faccio io!”. La motivazione nasce dalla realtà, dalla collaborazione e dalla condivisione: il frutto nel lungo termine è l’autostima. Ne vale la pena. Insegnategli a pulire l’insalata a meno di due anni, a portare il carrello per la spesa, a sbucciare un uovo sodo, a lavare un piatto, a fare una spremuta, a maneggiare il sugo per la pasta o a preparare un dolce. Non avrete mai bisogno di alzare la voce perché non si allontaneranno mai da dove siete voi. Mettete in conto qualche pasticcio e tanta pazienza: il divertimento è assicurato.

Voi cosa ne pensate? Come vi comportate in casa rispetto a queste scelte? Come coinvolgete i vostri figli nella vita di tutti i giorni?

 

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