Tutti A Scuola Varie ed eventuali

Lo scisma nell’istruzione parentale.

Opportunità e pericoli nell'istruzione parentale. Quando la massa aumenta ci si divide, ma ...su cosa? Con chi stare? Chi ha ragione?

E’ innegabile che le complicazioni e le novità organizzative subentrate con la pandemia e con le difficoltà conseguentemente vissute dalle famiglie abbiano portato a una sorta di scisma dell’istruzione parentale. C’è chi, il proprio o quello altrui, lo chiama “stile”, chi lo definisce “filone” o chi invece ne fa una questione di allontanamento sostanziale dalla scelta di altri.
In ogni scisma che si rispetti poi, ci sono quelli che: 1. “Su dai smettiamola, dobbiamo restare uniti!”; 2. “Io mi dissocio o non mi sento rappresentato da tizio e caio”; 3. “Ho sentito dire che… vi risulta?”; 4. “Date o non date informazioni, fate o non fate cose, dite o non dite, andate a parlare col dirigente della vostra scuola o neanche morti…”.

Dico la mia. Il momento è senza dubbio delicato per tutti e non è proprio il migliore per diventare dei pressapochisti, qualunque sia l’ambito. L’esperienza, di questi ultimi mesi soprattutto, suggerisce nettamente che alla delicatezza andrebbero aggiunte in tutti i casi l’attenzione e la cura nel prendere certe posizioni, fare scelte irreversibili, adottare modalità esecutive o aderire a prassi pericolose. Dividersi non aiuta di certo, ma è anche vero che la nostra Costituzione e la normativa sull’istruzione parentale lasciano ampia libertà sul come, sul perché e sul quanto, si scelga di farvi ricorso. Per essere ancora più chiari, tra chi ha scoperto l’istruzione parentale con la pandemia, c’è chi ritiene di aver aperto un vaso di Pandora, chi continua ad attendere il momento di tornare alla normalità (ovvero la ritiene una scelta provvisoria, passeggera) e chi pensa che non rientrerà mai più a scuola affidando in ogni caso e in toto l’istruzione dei figli a un tutor, educatore, affidatario dell’apprendimento o insegnante esterno. Di fatto, con buona pace dei fondamentalisti dell’apprendimento e di chi come noi aveva un’esperienza approfondita e pre-pandemica dell’istruzione parentale e in particolare dell’unschooling, tutto si può fare. Di fatto, ogni famiglia può scegliere di esercitare il suo diritto-dovere all’istruzione dei figli nella maniera (mezzi, tempi, modalità,ecc.) che preferisce.

Dire “snatura” o “non snatura”, “è questo il senso” o “non è questo il senso”, “si fa così” o “non si fa così”, non trova a nostro parere spazio oggettivo nell’esercizio delle libertà altrui. E’ anche vero che sarebbe molto bello essere certi del fatto che chiunque stia esercitando, con coscienza e responsabilità (soprattutto verso i propri figli), questo bellissimo diritto-dovere nel modo più opportuno, avendone approfondito tutti gli aspetti, conoscendone le avversità e le occasioni di crescita e tante altre belle cose. Sarebbe molto bello, scrivevo, ma non sarà così, perché in ogni scisma che si rispetti le posizioni di ognuno vengono spesso verticalizzate e le passioni mutano altrettanto spesso in ideologie. Chi ha ragione? Da che parte stare? Dalla vostra! Esistono tante ragioni e tante parti in ambito di istruzione parentale. Ognuno faccia la scelta più adatta alla propria famiglia, quella che rende tutti sereni, quella che vi fa sentire tranquilli con voi stessi e che, proprio grazie a questi equilibri, garantisce ai vostri figli di vivere altrettanto serenamente l’opportunità di un percorso nuovo che in ogni caso rappresenterà per tutti i membri della famiglia un grande cambiamento (almeno per chi veniva da un sistema di istruzione tradizionale).

Il centro della questione è sempre e comunque il bene dei figli.
Come ho già detto tante volte in tante occasioni diverse, l’istruzione parentale è un diritto-dovere dei genitori (garantito dalla nostra Costituzione) con la conseguenza che i figli hanno il diritto-dovere di essere istruiti. Quali siano i percorsi o le modalità più adatte per fare questo, rispettando il diritto-dovere di entrambi, è una scelta che rimane in capo alla famiglia e che, laddove vi sia una condizione di stabilità, chiarezza, presa di coscienza e dedizione, noi non siamo tenuti a giudicare.
Per quanto ci riguarda, lo dico con altrettanta chiarezza, nelle famiglie che incontriamo e seguiamo noi “stronchiamo nettamente” tutte quelle intenzioni che ci sembrano vaghe, poco chiare, non ben indirizzate, frutto di paure, frutto di fughe da qualcos’altro o riflesso di una distonia familiare che poco s’intona con una scelta consapevole che sfoci nel bene dei figli. Per noi la questione non è tanto garantire al genitore di poter esercitare i suoi diritti-doveri, ma assicurarsi che il figlio riceva un’istruzione. Diciamo che vigiliamo, senza grandi conseguenze, prima ancora che lo facciano altri.
A noi sembra che questo sia quello che siamo chiamati a fare da persone con maggiore esperienza e non stare a sindacare sulla scelta, sullo stile o sulle modalità. Possiamo dare delle indicazioni, proporre delle soluzioni, consigliare laddove richiesto o suggerire agli indecisi come chiarirsi le idee, ma non possiamo certo “imporre” una visione, un petalo di rosa a una margherita o una piuma d’oca ad un piccione.

Che altro dire? E’ quasi tempo di dichiarazione per tutti coloro che quest’anno (anno accademico 2021-2022) sceglieranno o confermeranno la scelta dell’istruzione parentale per i propri figli. Appena possibile, metteremo a disposizione su questo blog quella scelta e redatta da noi per consentire a chi ci segue da tempo di prendere spunto.
La dichiarazione di istruzione parentale, indipendentemente dallo stile o dal filone che sceglierete di attuare nel quotidiano, è il documento più importante da redigere per assolvere il primo diritto-dovere che nobilita questa scelta. Va inviato/consegnato con mezzi certi (raccomandata A/R oppure PEC) al sindaco e al dirigente scolastico della vostra scuola di pertinenza territoriale. Soprattutto quest’anno raccomandiamo, noi come altri, molta attenzione e molta cura nella redazione di questa comunicazione e suggeriamo di evitare, per quanto possibile, di lasciare pericolose lacune che favoriscano questioni di principio o impuntature banali tra le parti.

A casa nostra vige il motto “Male non fare paura non avere”. Riteniamo che con la buona volontà e disponibilità di tutti gli attori sia possibile rasserenare tutti gli animi, espletare in modo corretto i procedimenti e favorire nel tempo sempre e comunque buoni rapporti. Ricordate in ogni momento che chi è chiamato ad operare una vigilanza non ha il mandato (né la volontà, secondo noi) di ledere i vostri diritti-doveri ma di vegliare sul fatto che sia garantita una istruzione ai vostri figli.

Godiamoci le feste e auguriamoci che anche ciò che nel mondo appare come una divisione sia una via, una strada da percorrere. Nella vita di ognuno esiste un mistero, orfano delle nostre volontà e molto spesso anche della nostra migliore istruzione. E’ lì che accade a volte di trovare il sentiero più bello. Percorriamolo con fiducia e con amore. In fondo, abbiamo tutti la stessa speranza anche se a volte ce ne dimentichiamo.

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