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Libri per la prima infanzia: qualche dritta su come sceglierli e dove comprarli

La libreria montessoriana di Samuele è decisamente l’ambito ludico-educativo più ricco della casa. Sin da piccolino, le cose che più spesso ha maneggiato con interesse sono stati i libri. Non è una roba da secchioni o da genitori malati di cultura (né io né Marco siamo così fissati sull’argomento, pur essendo discreti lettori). E’ che semplicemente di libri per bambini, compresa la prima infanzia, ne esistono moltissimi e iniziare a sceglierli presto e bene è sicuramente un ottimo investimento per il futuro dei nostri bimbi.

Intanto dove e come tenerli. Direi che nei primi 12 mesi non ha molto senso stare a fare grandi piani. Va bene in terra, in una cesta o su un tavolinetto molto basso. E’ sufficiente un luogo in cui possano raggiungerli facilmente gattonando o muovendo i primi passi. Nella maggior parte dei casi sarete voi a proporne la visione, la scoperta, la manipolazione e l’approfondimento. Loro non ne troveranno neanche il verso inizialmente: l’importante è che li possano conoscere, toccandoli e guardandoli.
Dopo i primi 12 mesi, noi abbiamo scelto una libreria di concezione montessoriana che potesse ospitarli tutti in modo che Samuele fosse in grado di sceglierli in base alla copertina, vedendoli tutti a colpo d’occhio, alla sua altezza e riconoscendoli singolarmente. Non essendo pochi, gli abbiamo aggiunto accanto un mobile porta dvd e cd di arredo della casa e lo abbiamo dedicato a fare la stessa cosa, sebbene in modo appena diverso. Ad oggi, ha la situazione libri interamente a portata di mano, li riconosce, li sceglie liberamente, li condivide, ha imparato a rimetterli a posto e, cosa molto importante – sperimentata anch’essa dal metodo Montessori – sa esattamente dove trovare quello che cerca (quelli di un tipo in un posto, quelli di una collana in un altro, ecc.).

Per inciso, Maria Montessori sosteneva – e noi riteniamo di sperimentarlo nella realtà quotidiana – che i bambini hanno un innato senso dell’ordine per natura, come ordinate sono le stelle e l’universo, accompagnato dallo stesso bisogno di ordine che è importante soddisfare nei primi 18-24 mesi per poterne apprezzare il risultato dopo i due anni. Da medico e da educatrice, sulla base della sua esperienza diretta con centinaia di bambini – di condizione e provenienza tra le più disparate – che ha avuto modo di seguire, riteneva che dalla gestione dell’ordine dipendesse, oltre a molte altre cose, persino l’acquisizione del senso dell’orientamento.

Ma veniamo al cuore del post: come sceglierli e dove comprarli.
Per la scelta, i criteri da utilizzare secondo me sono “tre + uno”: la tipologia (di stoffa, di carta, di cartoncino, di carta spessa, elettronici, sonori, ecc.), l’età (tenendo conto che le case editrici hanno fretta di vendere, quindi fate un po’ la tara conoscendo i vostri figli)l’argomento (semplice, generale e basilare) e, man mano, la pertinenza rispetto all’interesse oggettivo che i figli iniziano a mostrare per le cose, per la realtà, per le attività, ecc.

I libri per bambini di prima infanzia, diciamo dai 6 ai 12 mesi, che abbiamo scelto noi, sono libri che principalmente hanno caratteristiche legate ai sensi: toccare, vedere, stropicciare, manipolare, assaggiare (!), sfogliare senza la frustrazione di rompere o strappare, ecc. Sono essenzialmente libri di stoffa, o di cartone molto spesso, che hanno le sembianze di un libro normale e che consentono ai bambini di scoprirne la forma, la direzione, il senso, ecc. in un crescendo di piccole scoperte quotidiane. Per dare qualche suggerimento concreto, seguendo questo link (clicca qui), potrete certamente sceglierne tra vari tipi. Fino ai 12 mesi noi abbiamo evitato i suoni elettronici aggiuntivi (tipo i versi degli animali, le filastrocche, le canzoncine o i rumori artificiali) e abbiamo preferito quelli che proponevano i più comuni rumori presenti nella nostra realtà quotidiana (la carta stagnola, i campanelli, la plastica, ecc.) e le più naturali fibre al tatto (tipo il cotone e velluto, molto più presenti in casa rispetto al peluche o la lanetta che spela).

Altro inciso, ricordiamoci sempre che un neonato o un bimbo molto piccolo, non hanno l’urgenza di sentire mille volte il verso della capra quanto quella di riuscire a integrarsi prima di tutto nella propria casa, con la propria famiglia e con la realtà che vivono in prima persona. Se i vostri vicini non hanno mucche in casa, ma appendono molti quadri, è molto meglio paradossalmente che un bimbo piccolo impari ad avere familiarità con il rumore di un martello piuttosto che con ciò di cui forse noi stessi per primi faremo a meno 364 giorni l’anno: tipo, appunto, il verso della mucca. C’è un tempo per ogni cosa. I primi 12 mesi sono il tempo della Grazia, della tenerezza, della delicatezza, della ciclicità, dell’ingresso nel mondo fatto il più possibile in punta di piedi. Mucche e capre possono aspettare.

Dettagli prodottoAltri libri che per esperienza diretta mi sentirei di consigliare e proporre ai vostri bimbi nei primi 24 mesi (e a seguire), dopo i primi 12 o poco prima:
– tutti quelli che volete della collana Scorri e Gioca
i libri sonori, seppur molto molto molto delicati (quelli della Usborne sono sicuramente tra i più belli)
i libri sonori musicali, anche questi delicatissimi, ma sono un’ottima occasione per avvicinare i bambini alla musica (noi al momento abbiamo quelli di classica: Mozart, Vivaldi, Beethoven e Chopin)
– un’ottima posizione in classifica ce l’hanno sicuramente anche i libri cucù, sempre della Usborne, con i quali bisogna un po’ regolarsi per via della delicatezza al tatto…

Per quanto mi riguarda, sto completando – con largo anticipo – anche la raccolta “Club del libro Disney” della Hachette che devo dire trovo di pessima fattura e mediocre qualità. Non la rifarei, anche se nella sostanza fanno benino il loro mestiere: Samuele inizia a reggerne bene la lettura, comincia a farsi delle simpatie, ha visione d’insieme della storia, riconosce i personaggi se ne vede brevi episodi su YouTube (ad esempio, TimVision propone delle mini puntate di Cars con Saetta e Cricchetto protagonisti che lo emozionano molto perché è come se il libro, che per tanto tempo ha solo letto, prendesse vita!).

Ultimo inciso: fateli entrare nelle storie visive accompagnandoli prima nella lettura, possibilmente per molto tempo. Le immagini propongono una sola versione della storia, preconfezionata. Difficilmente noi genitori per primi leggiamo un libro dopo aver visto il film. Il contrario lascia molto più spazio all’immaginazione, alla fantasia, alle domande… quindi forza e coraggio! Educare è anche, anzi, soprattutto questo: accompagnare, temporeggiare, gustare, ripetere, approfondire, immaginare, scoprire lentamente. Perché prima che sia il mondo a dirci come va a finire, anche noi abbiamo la chance di “scegliere un finale”!

Ultima nota del post su dove comprarli: internet è nato per il pubblico attorno alla vendita dei libri. Da allora è rimasto il canale preferito e preferibile: in questo ambito, si risparmia sempre tra il 10 e il 15-20%, c’è più scelta con “meno sforzo”, qualifica meglio il prodotto leggendo le recensioni altrui e ci consente di avere lo stesso risultato in meno tempo a chilometri zero. Se non volete scegliere un solo venditore ma ad esempio seguire la via del risparmio avendo scelto un prodotto, usate un price comparison, come “Trova Prezzi”, clicca qui. Lo comprerete al prezzo minore, magari dopo averlo sfogliato in libreria!

Ciò detto, anche noi premiamo la buona volontà dei librai e dei negozi quando capita, ma gioco-forza il contributo migliore che possiamo dare al mondo è quello di aiutarlo a capire che “qualcosa è cambiato”. Qualche giorno fa, comprando alcune cose in “Libroleria” (clicca qui) a Roma, sono rimasta a parlare con il proprietario di come i prezzi degli stessi libri che aveva lui erano molto diversi acquistati online. La risposta è stata che è un problema delle case editrici. Sarà, ma di questi tempi non è più una risposta sufficiente… o no? Voi cosa ne pensate?

Buon… allibbraggio a tutti!

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