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Tutorial con sorpresa: mascherine anti Covid19 ergonomiche, lavabili e con tasca.

Un tutorial gratuito super dettagliato per realizzare mascherine anti Covid19 in casa con federa e cotone, a macchina o a mano!

Che c’entra questo tutorial su questo blog? C’entra per dire che quello che non si sa fare, nel 2020 con poco sforzo e in mille diversi modi, si può imparare! Sto producendo questo modello di mascherina gratuitamente per chi ne ha bisogno, nella nostra zona, dando priorità a bambini e anziani. Metto a disposizione gratuitamente anche questo tutorial così da aiutare ulteriormente quelli che pensano di poter fare altrettanto o che comunque ne hanno necessità e non sanno farle o non sanno come reperirle. Non avete scuse e in questo periodo avete sicuramente più tempo del normale. Provate e, se il risultato vi piace, condividete sui social e mandateci qualche foto dei vostri lavori che pubblicheremo su tutte le nostre pagine in una gallery dedicata alle vostre creazioni.

Coraggio e buon lavoro!

COSA VI SERVE

  • Macchina da cucire, se ce l’avete. Se dovete farne poche potete cucirle in alternativa a mano. Ago e filo, ovvio.
  • Cotone resistente (potete riciclare qualche vecchio tovagliolo o lenzuola rotte) e fodera (quella classica che si usa per l’interno dei vestiti: se voi non li portate, chiedete qualche vecchia gonna o qualche avanzo a nonne e zie, chi cerca trova!).
  • Panni swiffer da pavimento o carta da forno per potenziare la tasca con ulteriori strati di protezione.
  • Elastico per pantaloni alto 5 mm per agganciare la mascherina alle orecchie.
  • Cartamodello (vi dico io come realizzarlo in questo post nelle due versioni adulti e bambini)

COME REALIZZARE IL CARTAMODELLO PER ADULTI E BAMBINI

Questa è la foto del mio, versione adulti. Misura 23 cm in larghezza e 15 in altezza. Come realizzarlo? Prendete un foglio di carta A4 e disegnate la prima metà del modello che vedete in questa foto, senza impegnare tutto il foglio in modo che, disegnata questa, possiate piegarlo.

Fatto questo, piegate il foglio a metà e ritagliate per ottenere l’altra metà, speculare alla prima.

In questo modo, avrete due pezzi divisi dello stesso mezzo modello. Prendete un altro foglio di carta A4 e attaccateceli sopra con lo scotch o con la colla – è indifferente – in modo da ottenere visivamente il risultato del cartamodello finale, visto nella prima foto.

Prima di ritagliare ulteriormente, per ottenere il carta modello definitivo, percorrete il contorno delle due metà unite sul nuovo foglio con una matita. Se volete potete velocizzare evitando questo passaggio che però io vi consiglio di fare.

Fatto ciò, staccate i due mezzi modelli attaccati in precedenza – magari lasciandoli uniti tra loro – e teneteli da parte perché i carta modelli con il tempo si sciupano e vanno rifatti. In questo modo potrete preservare il campione originale o comunque avrete conservato un backup nel caso perdiate quello di uso corrente.

Ottenuto il definitivo di quello per adulti (non guardate per il momento le scritte a matita sulle foto sopra), passiamo al carta modello della mascherina per bambini. Io l’ho misurata e collaudata sul viso di Samuele che ha 4 anni e mezzo tra poco, ma ritengo vada bene fino agli 11-12 anni, indipendentemente dal sesso.
Prendete un altro foglio di carta A4 (come vedete io utilizzo carta da riciclare) e mettetelo sopra al carta modello della mascherina per adulti finita. Se avete una tavoletta luminosa come la mia, questa è una delle occasioni più utili in cui utilizzarla. Se non ce l’avete e volete acquistarla, io presi questo modello su Amazon, ancora disponibile alla data in cui scrivo, a questo link. Se non ce l’avete e non la volete comprare, un qualunque vetro di finestra di casa vostra andrà benissimo …purché sia giorno o abbiate, come noi, almeno un lampione esattamente davanti al vetro!
Per fare il cartamodello bambini, non dovete ricalcare quella che avete già fatto, bensì seguirne l’andamento in parallelo per ottenere la stessa forma e regolarvi sulle nuove misure totali di 19,5 cm di larghezza per 12,5 cm di altezza. Sovrapposto il nuovo foglio, ripetete il procedimento fatto per il cartamodello della mascherina per adulti, disegnandone sopra prima solo una metà, poi piegando il foglio, facendo il contorno a matita e infine ritagliando.

COME REALIZZARE LA MASCHERINA DAL CARTAMODELLO

Inizialmente vi ho suggerito di usare cotone e fodera. Il cotone io lo utilizzo per il lato a contatto del viso e la fodera per la parte a vista. Se volete divertirvi, potete aggiungere come strato ultimo a vista, sopra alla fodera, un altro tipo di stoffa. Per i bambini, ad esempio, io sto cercando di attrezzarmi con stoffe più creative, colorate e divertenti che possano indurli a indossare le mascherine più volentieri.
Il procedimento realizzativo è lo stesso, cambia solo la dimensione finale della mascherina. Vi lascio quindi le istruzioni di un solo sviluppo (quello della mascherina per bambini) perché l’altro sarà identico a questo. Infine, potete partire dal cotone o dalla fodera in base a quello che preferite, non c’è un ordine esecutivo in questo senso. Il consiglio che posso darvi, se dovete farne molte, è però quello di lavorare in serie, ovvero, una volta iniziata una fase portate avanti quella per un po’ così da consolidare la confidenza in quella fase di processo, migliorare la manualità e quindi il risultato, velocizzare l’esecuzione evitando di trafficare continuamente con procedimenti, fili, materiali e dinamiche un po’ diverse tra di loro.

A premesse fatte e scelte operative prese, recuperate allora il vostro cartamodello e il primo tessuto sul quale intendete lavorare. Piegate una bella striscia di tessuto: prima a metà (dritto verso dritto) e poi ancora a metà su stessa, ottenendo in questo modo i primi 4 strati di tessuto che ci serviranno per realizzare 2 mascherine. Se volete e vi trovate bene a tagliare anche più strati, in base alla disponibilità, potete raddoppiare ancora la piegatura della striscia di tessuto, per tutte le volte che volete (o che continua ad esservi comodo tagliare). In questo modo otterreste, con un solo taglio, anche 3-4-5-6… coppie di tessuto incrementando notevolmente la produttività e quindi ottimizzando i tempi. Io non l’ho fatto solo perché sto lavorando con strisce relativamente piccole, rimasugli e scarti, che più di tanto non mi consentono di raddoppiare (altrimenti il cartamodello non si posiziona correttamente).
Fissate il cartamodello al tessuto così piegato e disegnate con un gesso da sarto (se non lo avete va bene anche una penna) il contorno della vostra mascherina sul tessuto piegato. Tagliate il tessuto per tutto il contorno (tutti gli strati insieme senza spiegarlo!), lasciando circa 1 cm di tessuto libero dal bordo disegnato a contorno del cartamodello. Staccate il cartamodello e, se avete effettivamente piegato il tessuto più volte, mettete da parte i primi due strati. Posizionate nuovamente il cartamodello sugli strati rimasti (nel mio caso altri 2 – vedi foto sotto) e ripetete l’operazione di disegno del contorno per poi mettere da parte i successivi due strati ogni volta. Ripetete questo passaggio in sequenza fino ad esaurire le coppie di tessuti tagliati che, in questo modo corrisponderanno al numero di mascherine che otterrete alla fine.

Riprendete una coppia di sagome alla volta, dopo aver terminato l’operazione di taglio, riposizionateci sopra il cartamodello e sullo strato che vi trovate davanti disegnate di nuovo il contorno (vedi ultima foto del gruppo precedente).
Lavorando in questo modo avrete sempre dei semilavorati che vi aiuteranno ad ottimizzare un po’ i tempi di realizzazione.

A questo punto, una coppia alla volta, prendete i vostri semilavorati e piegateli a metà. Fissateli al centro, sopra e sotto dallo stesso lato, con due spilli in corrispondenza del bordo disegnato.

ATTENZIONE: quando mettete gli spilli fate caso al fatto che combacino col contorno disegnato da un lato e dall’altro, avanti e dietro. Infine, tenete conto del fatto che, in tutti questi passaggi, stiamo lavorando sui rovesci di tessuto.

Piegate e fissate con gli spilli tutte le coppie di tessuto a vostra disposizione, potete effettuare una prima cucitura (a macchina o, se non l’avete, a mano) per definire (in sartoria si dice per cucire le due “riprese”) e ultimare la parte frontale della mascherina (naso e mento) che con queste prime due cuciture, nell’attesa di essere ultimata, sarà anche meno soggetta a spostamenti fortuiti o involontari del tessuto. Guardando bene le foto qui sopra e qui sotto, che potete ingrandire cliccandoci sopra, noterete che gli spilli sono posizionati nel verso del tratto disegnato in precedenza. Ecco, NON E’ UN CASO: gli spilli si mettono sempre in corrispondenza di questo tratto perché servono a far combaciare esattamente il lato davanti a voi con quello sotto che, mentre cucite, non vedete.

A questo punto, posizionando il tessuto in modo che la testa dello spillo (se usate spilli con la testa) sia rivolta verso di voi e non verso l’ago, potete procedere a queste due piccole cuciture (= le riprese), in modo da ottenere il risultato che vedete nell’ultima foto del gruppo di tre qui sopra.

ATTENZIONE: quando iniziate a cucire, dovete sfilare l’ago (ecco il motivo per il quale la testa dello spillo va posta in direzione vostra) dal tessuto, per evitare che possa capitare sotto l’ago della macchina, rischiando di provocarne la rottura mentre cucite.

Ripetete questa stessa operazione di cucitura per ogni coppia di tessuto a vostra disposizione, già precedentemente fissato con gli spilli. Rifinite tutte le coppie tagliando l’eccesso di tessuto che rimane in corrispondenza delle due riprese effettuate, fino a lasciarne un minimo: mezzo centimetro è più che sufficiente, io mi sono allargata a 3 mm. Tenete da parte tutte le coppie delle quali avrete cucito a questo punto bene le riprese e passate al secondo tessuto. Nel mio caso, si tratta di un cotone purissimo al 100% (vedi gruppo di foto successivo), molto bello e fresco che ho scelto di abbinare alla mascherina per la parte a contatto col viso.

Anche in questo caso, terminate come in precedenza tutti i semilavorati del secondo tessuto, concludendo con la rifinitura delle due riprese del rovescio e, continuando a lavorare sul rovescio, aggiungendo la cucitura laterale della mascherina che fissa e conclude le parti mobili verticali. Questa seconda fase è ben mostrata nella foto seguente: è necessario girare il tessuto su se stesso verso il suo interno per due volte, effettuando una piega-bordo di circa mezzo centimetro. Cucire da cima a fondo in vicinanza del lato interno della piegatura fatta. E, di nuovo, tenete da parte.

Riprendete ora il gruppo di semilavorati del primo tessuto (fodera bianca) che, ricordiamolo, corrisponde alla parte esterna, quella a vista della mascherina, per cucire gli elastici che saranno agganciati alle orecchie quando si indosserà. Come l’ultimo passaggio appena descritto per la rifinitura dei bordi laterali del secondo tessuto (cotone), effettuate la stessa cucitura da cima a fondo, sempre ripiegando il bordo laterale due volte su stesso verso l’interno, con l’aggiunta dell’elastico da fissare a scomparsa sopra e sotto. Per farlo scomparire sotto alla piegatura del bordo laterale, inseritene almeno 3-4 mm dopo la prima piegatura in alto e altrettanti in basso. In questa fase dovrete coordinare tre abilità: cucire, tenere bene il tessuto (soprattutto la fodera che è capace di fare un sacco di danni!) mentre cucite e infilare l’elastico stando attenti al fatto che non se ne esca o non cambi sede, mentre cucite. Che si fa se si sbaglia? Si scuce piano piano a mano e si ripete. Questo vale sempre.

Ci siamo quasi! Ultimi passaggi!

Per ogni coppia, abbinate un dritto di semilavorato del primo tessuto a un dritto di semilavorato del secondo (vedi foto 1 del gruppo foto qui sotto). Se li avete disposti bene, davanti a voi vi troverete il rovescio del tessuto (ambo i lati) con il bordo disegnato all’inizio! Se non è così, maneggiateli fino ad ottenere questo risultato visivo. Raggiunto l’obiettivo, con gli spilli fissate le due coppie di tessuto tra di loro, sopra e sotto, stando attenti al fatto che ogni spillo viaggi in corrispondenza del tratto disegnato sul tessuto da ambo le parti. Lasciate LIBERE le estremità laterali perché quella è la tasca nella quale chi vorrà potrà inserire ulteriori strati di protezione a questa mascherina! (Tutti gli spilli vanno inseriti in un solo verso: se cominciate da destra a sinistra, o viceversa, non cambiate direzione perché altrimenti in fase di cucitura a macchina sarà un pasticcio…).

ATTENZIONE: in mancanza di quest’ultima accortezza (percorrere esattamente il tratto disegnato con gli spilli ambo i lati, lasciando libere le estremità laterali), la mascherina potrebbe NON essere poi indossabile, NON essere perfettamente ergonomica, NON calzare bene, ecc.

Posizionate la mascherina fissata con gli spilli sotto alla macchina cominciando (lato superiore del naso o sottostante del mento) da dove preferite, sempre però con la testa dello spillo rivolta verso di voi, e cucite. Rifinite il tessuto in eccesso sopra e sotto e, per evitare che si sfili col tempo e concludete la vostra mascherina con una cucitura a zig zag su entrambi i bordi rifiniti. Ed ecco il rovescio finito della nostra mascherina!

Se non avete omesso di lasciare libere le estremità laterali, girate la mascherina al dritto et voilà!

RISULTATO FINALE

A CORREDO DELL’OGGETTO, VI CONSIGLIO DI STAMPARE E CONSEGNARE CON LE MASCHERINE, SOPRATTUTTO SE VANNO IN DONO AGLI ANZIANI, QUESTE BREVI ISTRUZIONI.

Questa mascherina è realizzata a mano in 4 strati di tessuto.

I 4 strati, secondo quanto suggeritoci da amici medici specialisti, esposti in prima linea nell’emergenza Covid19, hanno l’intento di impedire al massimo l’ingresso e l’uscita di goccioline da naso e bocca che sono la principale causa di contagio di ogni virus, anche del Covid19. Non sarà confortevole come una bella boccata di aria fresca, ma fa bene il suo modesto lavoro!

Ogni mascherina è dotata di una tasca, attraverso la quale è possibile aggiungere ulteriori strati di protezione, sostituibili ogni volta.

Può essere lavata con lavaggio a mano o delicato in lavatrice, ma va asciugata all’aria e non in asciugatrice per via dell’elastico. Tuttavia, asciuga rapidamente. Si consiglia di effettuare almeno un lavaggio al giorno del dispositivo se lo si usa frequentemente, soprattutto fuori di casa o in presenza di possibilità di contagio, anche involontario. Vi viene consegnata pulita e disinfettata per essere indossata subito, almeno la prima volta.

Essendo ergonomica, la mascherina ha un verso e calza perfettamente: i due elastici da agganciare alle orecchie la sorreggono nella posizione corretta. In tal modo aderisce perfettamente al viso evitando di lasciare zone scoperte. Si ricorda, in tal senso, che per essere indossata correttamente la mascherina deve coprire perfettamente naso, bocca e guance. In caso contrario, NON ha alcun senso farne uso.

MORALE DELLA STORIA E TANTE ALTRE COSE BELLE…

Alla fine, dopo diverse mascherine fatte, la mia Singer FashionMate – che adoro – si è rotta per una manovra non voluta provocata da una distorsione fatta male della fodera. Guasto meccanico, senza dubbio. Funzionava perfettamente. Succede…
Nell’impossibilità di reperire di questi tempi un centro di assistenza che me la sistemasse, magari anche velocemente, ieri ho optato per un nuovo acquisto che mi consentirà di avere una macchina di backup, nel caso – quando sarà – riuscirò ad aggiustare questa, o una macchina funzionante nel caso questa (sigh, sigh e ancora sigh…) risulti da buttare. Potevo ricomprare la stessa macchina? Certamente. Solo che io non mi stanco mai di imparare cose nuove che mi interessano e mi piacciono e quindi, siccome spero di fare meglio, stavolta – per chi ne capisce un po’ – ho preso una Juki di fascia media. Ero indecisa. Stavo per comprarne una da 100 euro sperando, ma di fatto non essendone sicura, di poter riparare la mia Singer, ma mentre la mettevo nel carrello ho ricevuto la telefonata commossa di un signore che abita due piani sopra di noi e che voleva ringraziarci di persona per aver trovato nella sua cassetta della posta le mascherine che aveva chiesto rispedendo la colomba della pace e della solidarietà al mittente …Ve le ricordate le nostre colombe pasquali volate a Pasqua nelle case dei condomini? (Qui il post). Qualche giorno fa, anche la signora di sopra è scesa con dei muffin fatti da lei, anche lei per ringraziare… e insomma alla fine di questa telefonata con quest’ultimo signore, commossa e commovente, ho tolto dal carrello quella da 100 euro e ci ho messo una Juki… rinunciando alla taglia e cuci che chiederò a Babbo Natale.

Foto 1 di 1

Vivere per il bene lo facciamo tutti, o almeno ci proviamo. Vivere per il meglio invece ci affanna, ci affatica, ci stanca, ci mette a rischio tutto, ma alla fine… ci riempie. E se è vero che qui si vive una sola volta, ma siamo in un pezzo di eternità, per tornare alla fonte, ecco cosa c’entra questo post su questo blog: in questo tempo di crisi, domandiamoci se possiamo fare felice qualcuno, se qualcuno può aver bisogno di noi, se possiamo fare qualcosa che non faremmo mai per chi è invisibile agli occhi del resto del mondo, se ci possiamo affannare per un altro anziché per noi. Non lo vedrà nessuno e non saremo mai sotto i riflettori per cose così, ma c’è una Luce moooooooolto più grande di un semplice fanale, una scenografia paradisiaca più bella di un set da cinema…

Se questo non è EDUCARE, in primis noi stessi, cosa lo è?

Mandateci le foto delle mascherine che avrete realizzato con questo post tutorial e vi invieremo gratis (spedizione compresa) il libro “La Scuola Non Esiste”. E’ tempo di regali.

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