Diario Di Bordo Education a 360° Linguaggio e lingue No school 3-6: che fare?

Giornate tipo, next round

Quando Samuele non viene continuamente da noi durante la notte, togliendoci - ancora oggi - qualche preziosa ora di sonno, ci alziamo tra le 8.30 e le 9.30.

Come ci stiamo “organizzando” per la nuova era 3-6? E’ la famosa fascia di età in cui tutti pensano che i bambini diventino indipendenti perché vanno all’asilo. In realtà, lo diventano perché stanno semplicemente crescendo. Anche loro, assecondano la naturale “malattia” degli anni che passano. Sono più vecchi, hanno più esperienza. Nel loro piccolo – che a pensarci bene è enorme – imparano ad alimentare l’antica arte del divenir sapienti.

La domanda più frequente che ci sentiamo fare è sempre la stessa: “Ma in pratica adesso che fate? Come passate il tempo?”. Ogni volta, leggo negli occhi del mio interlocutore la paura o l’imbarazzo di dichiararsi dubbioso, impaurito o messo alla prova. Sembra sempre nella condizione di chi si chiede cosa farebbe con il proprio figlio, o i propri figli, se li avesse a casa a tempo pieno. Come noi. Un’altra ansia quella di come passare il tempo che si risolverebbe all’istante se solo avessimo sempre presente che il tempo passa lo stesso, anche senza i nostri programmi, i nostri piani, le nostre agende. E non è di certo una gran consolazione, perché il tempo può essere sciupato oppure ben impiegato; lento o veloce; pieno o vuoto; ricco o povero; noioso o fin troppo frenetico. In un modo o nell’altro, il tempo è la nostra bomba a orologeria, quello spazio universale in cui s’invecchia nel tentativo perenne di sfuggire alla morte facendo cose, vedendo gente.

Risultati immagini per baumanPer inciso, vi consiglio un bellissimo, non semplice, libro di Zigmunt Bauman su questo argomento dal titolo “Mortalità, immortalità e altre strategie di vita” (clicca qui).

“Durevole” è tutto quello che è al sicuro dall’impatto corrosivo e decomponente del consumo, che non è destinato al consumo, che non ha valore d’uso, che non serve ad alcun fine concepibile, che non può essere divorato e annichilito per soddisfare un appetito. Il “durevole” è qualcosa che non scema con l’uso; se viene “consumato”, tale consumo, in brusca opposizione con ogni consumo “ordinario”, aggiunge qualcosa al suo volume invece che sottrarne. Il desiderio che lo rende prezioso è proprio il desiderio di preservarlo e mantenerlo intatto, e le attività che seguono quel desiderio non hanno un saldo finale uguale a zero; il valore dei beni durevoli, al contrario, cresce nel corso di quelle attività. E’ come se, attraverso una magia contagiosa, l’associazione con il sublime che è stato eternato in tal modo dal non-uso si depositi per contatto su coloro che la praticano consentendo loro di partecipare degli splendori dell’immortalità.

Ecco, noi fino a qualche giorno fa ci siamo naturalmente adeguati a trascorrere il nostro tempo in modo “durevole”, non destinandolo al consumo, non dandogli valore d’uso, non rendendolo necessariamente indirizzato a un fine concepibile, non divorandolo e non andando in cerca di soddisfare appetiti. Non lo abbiamo consumato, ma impreziosito, preservato, accarezzato. Abbiamo goduto di un tempo trascorso in lentezza e intensità, costruendo piccole cose fatte di piccole attenzioni. Dalle nostre parti, si direbbe che ci siamo concentrati a costruire la nostra casa sulla roccia. L’80% di un tutto che a questo punto può durare anche cent’anni.

Quando Samuele non viene continuamente da noi durante la notte, togliendoci – ancora oggi – qualche preziosa ora di sonno, ci alziamo tra le 8.30 e le 9.30. La mattina, dopo la colazione e la preghiera condivisa, si dedica ad attività varie prendendo spunto da quello che in genere propone lui e cercando di accompagnarlo pian pianino nella “costruzione di una trama”. Stamattina, ad esempio, nell’arco di circa due ore e mezza, ci siamo dedicati all’abecedario di Camillo Bortolato, che stiamo ripetendo quotidianamente, alla linea del 20 in inglese e in italiano, ad attaccare calamite di geometria sulla nostra lavagna magnetica ripetendone il nome a voce alta, a produrre alimenti di vario genere col didò, a indovinare i nomi dei personaggi dalle carte del gioco ABCtoons (clicca qui per scaricare gratuitamente il gioco e il tutorial) ideato dalla mamma, a ripassare il corso di musica al quale siamo andati nel pomeriggio e al gioco libero. Abbiamo pranzato insieme attorno alle 13.30. Abbiamo visto per la decima volta “Gli Eroi del Natale” e alle 16.10 circa siamo usciti per andare al corso di musica per poi tornare alle 18.00 col papà e con la spesa. Fino all’ora di cena, o quasi, Samuele ha giocato da solo liberamente e ha intrapreso diverse attività. Siamo riusciti a cenare alle 20.00, dopo di lui che ha chiesto di poter mangiare prima, abbiamo rivisto per l’undicesima volta “Gli Eroi del Natale” e alle 21.50 circa, dopo le consuete procedure serali di lavaggio denti e messa del pigiama in autonomia, lo abbiamo accompagnato a dormire. Tre o quattro libri letti, Ave Maria, Angelo Custode, Eterno Riposo e alle 22.20 circa luce spenta e porta accostata.
La mamma si è messa a lavorare e a scrivere questo post e il papà è rimasto a bordo lettino fino al suono del primo… ronf.

Ecco, ci stiamo organizzando così. Senza la paura di poter risultare noiosi o di trovarci a corto di tempo e di idee. Da un lato non lo crediamo possibile, dall’altro ci sbattiamo a dovere affinché anche noi possiamo crescere e imparare. Parlarsi, capirsi, condividere, cooperare e collaborare significa organizzarsi. Volevate sapere altro?

§ § §

20181218_100621Vi lascio i link di tutti i materiali relativi alle attività citate nel post. Hai visto mai che è la prima volta che sbattete il muso su questo blog…

Di Camillo Bortolato:
– Abecedario murale (clicca qui)
– La linea del 20 (clicca qui)

Del resto:
– Magneti delle forme Melissa & Doug (clicca qui)
– Play-Doh Kitchen Creations (clicca qui)
– “Gli Eroi del Natale” (clicca qui)
– Corso di musica “Music Together” (clicca qui)

 

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