Diario Di Bordo

Fino al 2 Maggio

Siamo stati cinque giorni a casa dei nonni materni, da venerdì a martedì pomeriggio. Sveglia al mattino presto con preghiera e colazione, fatiche quotidiane al pari di chi sceglie uno stile di vita agreste, ritmi forsennati all’aperto fino a 12 ore al giorno consecutive e attività di ogni genere, a contatto con la natura, con la meccanica, con la buona cucina con prodotti di produzione propria… insomma, tutte cose impossibili da replicare in città.

Per essere fedele allo stile di questo diario di bordo, dovrei scrivere riga per riga tutto quello che abbiamo fatto, sentito, odorato, imparato, visto, mangiato, bevuto, scoperto, condiviso… ma resterei troppo indietro per andare avanti in questo meticoloso lavoro redazionale che ho scelto di fare nel tentativo di sensibilizzare il mio prossimo sul tema dell’unschooling. Così, come raramente faccio, lascio parlare le foto più belle e significative e dopo le foto appunto qualche memoria breve sulle cose che, educativamente, abbiamo ritenuto più importanti, più belle, più interessanti…

1) Devo dire che tornare a casa oggi non è stato affatto facile. Samuele ha subito manifestato il suo disappunto in modo talmente evidente che, appena tornati, siamo dovuti uscire di nuovo, fargli fare una lunga passeggiata, portarlo al parco, finire di stancarlo e farlo rilassare con una bella doccia e una frittata di asparagi. Alle 22.00 si è addormentato visibilmente sfinito.

2) E’ vero che più si stancano più dormono, ma indubbiamente nostro figlio è in primis della categoria “più si stancano”. Ha dormito indubbiamente meglio la notte in questi giorni e sicuramente di più di quanto non dorma a casa, ma in ogni caso lui è un animaletto più diurno che notturno. Ama star sveglio, fare cose, essere presente e attivo. Il sonno per lui è mediamente un ostacolo al vivere quotidiano.

3) Si conferma una buona forchetta: ha mangiato di tutto con grande gusto e con l’appetito di un grande lavoratore. Partecipa con interesse a tutte le attività della cucina e aspetta anche un’ora, da quando inizia ad avere fame, pur di mangiare con noi ed essere sicuro di essere nutrito delle stesse cose che vede arrivare nei nostri piatti. In questi giorni, ha particolarmente apprezzato gli ossi buchi, il ragù, i carciofi, la pastasciutta e i rustici.

4) Ha giocato con qualunque cosa che non fosse un giochino preconfezionato o comprato. Ogni cosa diventava oggetto di gioco, interesse e curiosità. Ha usato attrezzi da grandi, ha partecipato alle attività dei grandi, ha pilotato veri trattori e veri tosaerba.

5) Partecipa ormai al cambio del pannolino in piedi e alla vestizione come se lo avesse sempre fatto e ha iniziato con interesse a fare la raccolta differenziata.

Finisco di scrivere questo post alle 24.00. Stanca, ma felice.

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