Diario Di Bordo Education a 360° Varie ed eventuali

L’amore è la vera emergenza.

In tempi di emergenza, cosa emerge in casa nostra? Cosa stiamo imparando? Cosa ci sta più a cuore? Se non si crede nella Salvezza del cuore e dell'amore, la paura trionfa e uccide.

In giorni in cui siamo assediati, anche non volendo, da tante notizie a macchia d’olio sul Coronavirus, piombate nelle case di tutti nei modi più variegati, io e Marco ci siamo fatti tante domande. Con un certo sgomento, continuiamo ad osservare in silenzio chi si lascia prendere dal panico – che non ci salverà -, tanto quanto chi fa come se nulla fosse. Da profondi “incompetenti” – come tutti – di cosa davvero sia il mistero del male, che assume tante forme, e capaci a tratti della sola consapevolezza che ci ricorda continuamente di essere pellegrini e precari in questo mondo, abbiamo fatto del nostro meglio per non sembrare a noi stessi né troppo sicuri della nostra opinione e del nostro sentire, né troppo lascivi e superficiali.

Ogni mattina, la nostra ANSA è scritta nel vangelo del giorno e ogni giorno il mondo ci ricorda che siamo dei fessi perché Dio non esiste più, se non ce ne fossimo accorti. E infatti si vede quando succedono queste cose, le uniche a ricordarci che con la casa di proprietà o il naso rifatto non ci fai nulla e che la nostra vita è – sempre, ogni giorno – appesa a un filo.

Ma queste, ci siamo detti, in fondo sono …fesserie. Non ci possiamo fare nulla. Non abbiamo alcun potere di cambiare le cose, di evitarle o di ignorarle. Capire chi dice la verità – nessuno la conosce davvero – o chi mente, in buona o cattiva fede, dall’alto delle sue convinzioni scientifiche, statistiche, giornalistiche, politiche o geografiche, non ci aiuta a capire le cose più importanti, sepolte in pochi istanti sotto ai calcinacci grigi e polverosi della globalizzazione e della tecnica, due dee totalmente disinteressate entrambe all’umanità, che invece è ciò che rende bello il mondo.

Cosa si sta dicendo ai tanti bambini che non torneranno a scuola? Come gestiranno questa mancanza tutti quei genitori che non hanno aiuti e che non possono e non potranno fare a meno di lavorare? Chi si sta occupando di quei bambini e ragazzi che, per contingenza, non potranno gestire un trauma psicologico così forte accanto ai propri cari? Chissà se mai il Signore ci farà la grande Grazia di abolire la cinica pratica dell’esorcizzazione della paura, messa in scena in tanti modi anche in presenza di morti – tanti o pochi non importa, connazionali o meno neanche – e di persone che ancora lottano tra la vita e la morte? Ah, scusate, è vero… la maggior parte guarisce. Tutti gli altri non contano, non perdono nulla, e neppure noi: tanto sono anziani. Stendiamo un velo su coloro che, anche nell’ambito dell’educazione parentale, giusto per restare vagamente affine al tema di questo blog, si sono messi a fare le pulci alla definizione di homeschooling, di fronte alla prima vera emergenza educativa – per questa molliccia generazione – della scuola, della famiglia, della sanità, della politica, della scienza – altro grande idolo di questo tempo! – invece di chiedere se potevano dare una mano…

Ma che succede? Perché l’urgenza diventa trovare una mascherina, probabilmente tolta a chi ne ha più immediato bisogno o dare risalto al proprio parere e non cercare di trovare un modo saggio, realistico e vero, di raccontare come stanno andando le cose ai nostri figli, ai nostri giovani lasciati a farsi un’opinione – che non distinguono dai fatti – sui social o con gli amici? Abbiamo l’occasione di fare i genitori e ci mettiamo a comprare Amuchina fino a far chiudere la fabbrica? Noi ne abbiamo casa piena perché l’abbiamo sempre usata. Io ci ho sempre riempito la poca percentuale di spazio che resta negli scatoloni di Amazon Pantry quando faccio scorta di detersivi e detergenti. Dovrei sentirmi una privilegiata in questi giorni e invece mi sento solo una mamma e una moglie innamorata.

E se nostro figlio vuole uscire? E se vuole andare da un amichetto come ha sempre fatto? E se si salta il resto della nostra bellissima stagione teatrale perché cancellano gli eventi? E se si ammalano i nonni? E se mi ammalo io? E se il papà si infetta andando a fare la spesa? E se a messa non si scambia più la pace? E se dovessimo restare chiusi in casa? E se dovessimo ammalarci tutti?

Ci abbiamo fatto il callo a questo amore in emergenza. Facciamo finta di nulla, postando una vignetta o rassicurando il nostro prossimo con l’aria matura. Nessuno saprà mai per quale motivo l’essere umano sia capace di sfoderare demenza e presunzione con la stessa abilità e nello stesso istante, senza rendersi conto di quanti danni riesce a fare in un nano secondo.
Spesso ci ricordiamo delle cose importanti solo quando è tardi. Prima siamo troppo presi da noi stessi. Questa esperienza farà crescere un po’ tutti, nel bene o nel male. Lascerà tanti vuoti, tante ferite e tanti danni, è vero. Ma mai più che in questo momento dovremmo occuparci, più di tutto, di quanto amore manca in questo mondo e di come fare per riportarlo in vita, perché chi guarda lontano, oltre le cose e le notizie, capisce benissimo che anche il disastro globale attuale è frutto di questa unica, grave e potente calamità: la mancanza di amore.

Tutto il resto, compresi i complotti o le buone notizie, non lo sapremo mai. Sappiamo quello che ci lasciano sapere. In fondo, se siamo solo capaci di occuparci di noi stessi e di dire cose che non sappiamo, in un verso o nell’altro, è quanto basta a tenerci buoni, gonfi e soprattutto inoffensivi.
Chissà se in fondo non era questa la vera rivoluzione che sarebbe avvenuta in occidente. Forse, erano tutti troppo impegnati a giocare a Risiko per vendere uno smartphone, per poter capire che nessuno si salva dal braccio di Chi Tutto Può.
Il Signore sa quello che fa.
E’ tempo di Quaresima, mai periodo fu più adatto: preghiamo. E’ tutto ciò che abbiamo da insegnare ai nostri figli.

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