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Cosa vede e impara un bambino su un set.

A chi è abituato a pensare ai bambini come delle persone che impiegano anni per essere preparate dagli altri alla vita vera, tutto questo non sembra adatto, ma come diceva Maria Montessori i bambini sono sempre nella vita vera, siamo noi a riempirli di giocattoli.

Tante cose, certo. Inutile fare la spola di quante occasioni di apprendimento, stimoli e curiosità può alimentare un bambino sul set. La cosa bella è che accade in qualunque momento della sua vita. Non c’è “un’età giusta”. I bambini, in ogni luogo, sanno attingere da soli alle scoperte più adatte alla loro età, al contesto e al momento. Sulle modalità bisogna vigilare, ovviamente, ma del resto genitori che si sanno spendere, comodamente seduti, in giro non se ne vedono poi tanti.
Il primo set di Samuele, e anche nostro,  è stato quello di “Beauty” (che ha recentemente vinto il Festival del Cinema di Roma nella sua categoria – clicca qui per vedere il trailer). Aveva circa 18 mesi.  Nel periodo in cui è stato girato, ha visto costruire la casa del film, insabbiare le finte strade, pitturare pareti di legno, lavorare artigiani di ogni tipo con mezzi di ogni genere (clicca per ingrandire).

Ha camminato negli Studios con attori inglesi vestiti d’epoca e spazzacamini tutti neri in viso. A quell’età, girovagava qua e là stancandosi presto di tutto quello che vedeva o toccava. Aveva sempre la smania di fare un altro passo per acchiappare o vedere qualcosa che era un metro più in là dell’ultima cosa che aveva visto o acchiappato poco prima.

In realtà, era quel periodo in cui un bambino pensa di poter esaurire tutto quello che sta scoprendo passando rapidamente da una cosa all’altra. Poi scopre che il mondo non si esaurisce mai al nostro cospetto, neppure da vecchi. Nel tempo, prende confidenza con quell’inevitabile limite umano che rende l’uomo creato, piccolo, particella infinitesimale di un tutto che nessuno può esaurire, ma solo scoprire, consumare, celebrare, approfondire, vivere e toccare. E così, prendendo anche lui atto nel suo piccolo di questo, sul set di “You” – che fisicamente abbiamo frequentato poco e niente – del quale il 28 novembre 2018 sono terminate le riprese, ha vissuto un’esperienza totalmente diversa. Stavolta, ha viaggiato, ha dovuto addormentarsi sulle poltrone di un albergo e mangiare spesso “fuori orario”, deludersi della mancanza del pasto sul volo di ritorno per via dei vuoti d’aria, fare le tre di notte in un museo (senza che sapere quanto bello o importante fosse, il museo, l’abbia minimamente mosso dal suo sonno) dormendo sul passeggino tutto bardato per via del freddo, fare a meno dei sorrisi di un popolo, i tedeschi, scuro in volto, duro nel confronto e perennemente triste.

Allo stesso modo, la trasferta tedesca a Dresda gli ha consentito di visitare un bel playground “Buntewelt” – clicca qui – e un bellissimo museo di scienze sul corpo umano – clicca qui -, nel quale, tra le tante altre cose, ha visto, non solo grazie a un video ben fatto, come anche lui è nato.

Chissà cosa ricorderà di queste esperienze? Il giorno in cui ha visto fare il calco e la prova delle parrucche che avrebbero indossato gli attori nel film, circa un mese fa, mi ha detto: “Mamma! Quella signora ha i capelli finti!” Pensate a quante cose ha imparato in quel momento. Soprattutto, la signora.

Cosa vede e impara un bambino su un set? Intanto, vede e impara qualcosa che la maggior parte delle persone – come del resto anche noi prima del primo film -, e dei bambini, non ha appreso su un set, o non ha proprio mai visto, o di cui non conosce neppure l’esistenza. E’ bellissima la faccia che fa quando, magari a una cena di fine film o di festeggiamento, riconosce un attore che prima era su un set e poi “dentro alla tv”, oppure rivede una scenografia che aveva visto in pezzi smontata e ancora da dipingere. Entra in contatto con una quantità di esperienze e professionalità, di ambienti, di persone, di risorse creative, di apparecchiature e strumentazioni, di problematiche e dinamiche – positive e negative – che sono di una ricchezza enorme. A chi è abituato a pensare ai bambini come delle persone che impiegano anni per essere preparate dagli altri alla vita vera, tutto questo non sembra adatto, ma come diceva Maria Montessori i bambini sono sempre nella vita vera, siamo noi a riempirli di giocattoli.

La cosa più vicina a questa esperienza che posso proporvi a Roma – scoperta per caso – è “Cinebimbicittà” (clicca qui per vedere il sito). L’ho trovato facendo una ricerca di mercato su chi propone laboratori o percorsi educativi attraverso l’uso polivalente di tutte le attività che vengono svolte su un set cinematografico. Non ci siamo mai andati, ma non credo sia molto lontano da quello che piacerebbe fare a me in questo ambito dal punto di vista educativo e culturale, anche attraverso il gioco. Mi sembra un bel modo di proporre qualcosa di alternativo e non consueto a dei bambini abituati a gonfiabili, palline e Peppa Pig. Non utilizzate questa indicazione come un consiglio per andarci o per ritenerla una validissima esperienza da fare, perché noi non ci siamo mai stati quindi non possiamo dare un’opinione reale, frutto di una esperienza diretta. Piuttosto, se doveste decidere di andarci voi, fateci sapere come vi è parso! Noi aggiorneremo questo post con qualche altra informazione di merito qualora dovessimo farci un salto. E comunque il sito, guardando ai contenuti, si presenta bene.

Insomma, è vero, esperienze dirette di questo genere non ve ne sono di così diffuse o di facilmente avvicinabili dalla maggior parte dei bambini. Bisogna essere un po’ del mestiere per farsi capitare di finire su un vero set, oppure capitarci per sbaglio. Però, se dovesse accadere, non le disprezzate perché il patrimonio che erediterete, anche in un solo giorno, potrà avere conseguenze molto durature nel tempo da richiamare alla memoria per mille motivi e in tante occasioni.

Chissà che prima o poi non si riesca proprio noi a proporvi qualcosa? Voi ci verreste? Portereste i vostri pargoletti a incontrare “dei signori con i capelli finti” su un vero set? Magari ci siete già stati. Ce lo raccontate?

Vi lascio con un video che ha fatto ridere tutto l’aeroporto di Fiumicino (perché a Dresda hanno musi lunghi). E la valigia era piena, piena, piena…

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