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Federico il verme amico.

Raccolta differenziata e compostaggio hanno tutto in comune. A raccontare le differenze ai bambini è Federico, il verme amico.

E’ la storia di un verme. Si tratta di un verme, Federico, che vive nel compost. Cos’è il compost? E’ il modo che la natura ha di tornare in natura e di rendersi utile, a se stessa e a noi. Il compost è un fertilizzante naturale, il migliore “in commercio”, che si ottiene dal riciclaggio di molti rifiuti, tra i quali larga parte di quelli alimentari. L’attività di compostaggio è un’attività che non costa nulla. In molti comuni è perfino incentivata con piccoli (e purtroppo ridicoli) sconti in bolletta sulla TARI.

Fare compostaggio consente ad esempio di produrre meno spazzatura (con notevole risparmio di energie, di scarti, di soldi, di braccia che la buttano e di rifiuti da smaltire), di fare attività all’aperto (basta anche un terrazzo), di risparmiare i soldi spesi in fertilizzanti (che non costano poco) e, inutile scriverlo, di imparare un sacco di cose.

Mai come ora, da quando sono nata, ho ritenuto che fosse davvero il momento di tornare alla terra e allora eccoci qui a chiederci come rendere ancora più bello, mistico e desiderabile, il rapporto di un bambino di cinque anni con la natura.

Comprai questo libro, “Federico il verme amico”, un paio d’anni fa a Roma (qui il link al libro su Amazon), da Natura Sì. Cominciammo a leggerlo subito perché, abitando accanto agli orti urbani di Garbatella, capitava spesso di andarci e di vedere cose che avevano a che fare con il compost e che Samuele guardava già allora con curiosità, durante le sue esplorazioni.

E’ un librettino di poche pagine che costa poco meno di 10€, con anche qualche errore di stampa. Nella storia, Federico (abitante della cassa di compost ospitata nel giardino di una bimba di nome Alice) ci racconta felice e sorridente di quanto bello sia vivere tra gusci di uova e bucce di patate, di cosa nutrirlo, di quando e come farlo, oltre che del perché.
Quella di Federico è una storiella che cattura i bambini per tanti motivi. Tanto più ci cadono dentro accompagnati da un adulto al quale fare tutte le loro domande, quanto più se ne innamorano.

Ripristinata così la modalità campagna per la nostra famiglia, trovare un posto alla cassa per Federico non era neanche un argomento di cui parlare: prima lui e poi noi.
Sistemate le necessità primarie e gli spazi esterni, ci siamo così dedicati agli approfondimenti (che vi consiglio di fare se avete intenzione di prendere anche voi in considerazione l’ipotesi del compostaggio) e finalmente ieri è arrivata LEI: la cassa per il compost!

Tanta plastica e poca natura purtroppo perché il posto che abbiamo potuto destinarle richiedeva un minimo di ordine e di “protezione” da alcuni fattori. In un’altra condizione, avremmo certamente preferito un impatto estetico e naturalistico diverso da questo, ma al momento non potevamo fare una scelta ambientale alternativa. Comunque, all’occorrenza, a questo link trovate la cassa per il compost che abbiamo scelto noi e, al bisogno, potete trovarne una diversa in base alle vostre necessità (forma, dimensioni, capacità produttiva, ecc.).

Samuele si è subito adoperato al montaggio (semplicissimo) con l’aiuto del papà, appena arrivata, e attualmente è depositata all’ingresso di casa in attesa di essere messa definitivamente a dimora e avviata alla sua funzione. E’ il lavoro che ci siamo ripromessi di fare oggi.

Ora, dal punto di vista educativo, perché introdurre subito e bene i bambini all’uso e alla produzione di compost? Ad una domanda, un fiume di risposte. Provo a darvene alcune così a braccio e per altre necessità, come sempre, chiederete.

La confidenza stretta, immediata e profonda, che maturano i bambini facendo (fisicamente e quotidianamente) questa attività nei confronti di tanti temi che riguardano la natura e il nostro rapporto con essa, supera qualunque lezione frontale. La familiarità trasversale che acquisiscono naturalmente con elementi primari della vita quotidiana è davvero sorprendente: grazie a Federico (comprate questo libretto!), senza averlo ancora fatto, Samuele sa già che le ossa o le spine di pesce non possiamo buttarle nel compost, così come la plastica o il metallo. Sa che non avremo bisogno di consumare fertilizzanti di nessun tipo perché avremo il nostro compost; sa che il compost è il nutrimento che serve alle piante per diventare grandi, buone e belle; sa che la natura si rinnova ed è ricca di meccanismi autonomi di sopravvivenza che l’ambiente mette a nostra disposizione per rispettarla e renderla più forte; sa che avviene una trasformazione in natura; con il nostro aiuto, ha capito che una trasformazione implica una mutazione e che questa mutazione ha bisogno della nostra responsabilità e del nostro supporto (mescolare, nutrire, controllare, alimentare…) per avvenire nel modo migliore possibile.

Fare compostaggio significa costruire una cultura di prevenzione importantissima che non punta sulla raccolta differenziata dei rifiuti e sul loro complicato smaltimento o riciclo (molto spesso ulteriore oggetto di consumo) ma sulla diminuzione della spazzatura complessivamente prodotta sul nostro pianeta.

Andando avanti, chi non ne sa ancora nulla scoprirà che il tema del compostaggio è ricchissimo. La correlazione che ad esempio si matura con le verdure di stagione e con i cicli dell’anno è molto utile. Se ci si attiene ad una dieta che prevede un consumo equo e naturale di ciò che la natura produce nelle diverse stagioni, altro che le ruote di Eatily!
Chi ha figli più grandi può iniziare a studiare la conversione degli elementi, la fermentazione, la chimica, il design di ambienti esterni. Potreste tenere un diario del compost per tenere sotto controllo le proporzioni dei vari elementi o approfondire meglio il consumo che ne fate (quanto ne utilizzate per fare cosa). Anche l’inventario degli scarti alimentari (approfondito con disegni e descrizioni in base all’età) per me sarebbe un’ottima idea, così come capire quali elementi tra quelli del compost contribuiscono a quale processo di trasformazione…

Insomma, suggerimento di oggi è: chi può torni alla natura riscoprendone la biologia e l’aiuto prezioso. Ne faccia un elemento di crescita interiore, di conoscenza, di sussistenza, di studio, di attività con i figli, di autonomia, di scoperta… Anche se doveste avere solo un terrazzo e una pianta di pomodoro in vaso, provateci! Cominciate! Guardatelo meglio ‘sto terrazzo! Magari è giunta l’ora di usare i fiori come scarto e invasare una bella misticanza o un bel cavolo nero di stagione!

Fatevi aiutare da un bambino. Troverà sicuramente lo spazio giusto per ogni cosa, anche quando a voi sembrerà che sia già tutto occupato. Compostate, terrazzatevi, curate orti e, se ne avete, piccoli campi! La natura sa già tutto e trova sempre un modo nuovo e meraviglioso di raccontarsi…

Aggiornamento visivo del risultato al 20 novembre 2020

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